CV e software di selezione (ATS): ciò che conta davvero
Molte aziende smistano le candidature in un software di selezione, un «ATS». Se ne fa spesso una scatola nera che scarterebbe i CV a caso. La realtà è più semplice: un CV chiaro, con le parole dell'offerta, passa bene.
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Che cos'è un ATS e che cosa fa
Un ATS (applicant tracking system) è un software che riceve le candidature, le classifica e permette al selezionatore di ritrovarle. Legge il suo CV, ne estrae il testo (posizione, date, competenze) e lo ripone in campi. Nella maggior parte dei casi non scarta i CV da solo: li organizza, ed è poi una persona a cercare per parole chiave o a scorrere l'elenco.
Due conseguenze: il suo CV deve essere leggibile dalla macchina e contenere le parole che il selezionatore digiterà.
Un'impaginazione che il software legge bene
- Testo vero, non un'immagine o una scansione: se non riesce a selezionare il testo, nemmeno il software lo legge.
- Una sola colonna o colonne semplici: le impaginazioni molto frammentate mescolano l'ordine di lettura.
- Titoli di sezione classici: «Esperienze», «Formazione», «Competenze». Le diciture troppo creative non vengono riconosciute.
- Date uniformi («2021 – 2024») e un titolo della posizione chiaro per ogni esperienza.
- Nessuna informazione nascosta nell'intestazione, nel piè di pagina o in un'immagine: recapiti compresi.
- Un PDF proveniente da un programma di scrittura o da un editor di CV, piuttosto che un PDF appiattito da un'immagine.
Le parole chiave: riprendere quelle dell'offerta
Legga l'annuncio e annoti le competenze, gli strumenti e i titoli che ricorrono. Se la sua esperienza vi corrisponde, usi le stesse parole dell'annuncio: «gestione della relazione con il cliente» invece di «seguire le persone», «SAP» invece di «software gestionale».
La regola d'oro: scriva solo ciò che è vero. Una parola chiave che non padroneggia si vede al colloquio. L'accumulo di parole chiave, in particolare in testo bianco invisibile, viene rilevato e penalizza.
Un CV per offerta: adattare senza rifare tutto
- Tenga un CV di base completo.
- Per ogni offerta, annoti le cinque o sei parole chiave che ricorrono.
- Adatti il profilo e l'ordine dei punti per mettere in evidenza ciò che vi risponde.
- Nella sezione competenze, metta in testa quelle che l'annuncio richiede, se le possiede.
I miti da mettere da parte
- «Serve un CV senza alcuna formattazione.» Falso: un CV curato, semplice e leggibile basta.
- «Un punteggio ATS del 90 % garantisce un colloquio.» Falso: la maggior parte dei software non valuta così e a decidere è una persona.
- «Più parole chiave ci sono, meglio è.» Falso: ogni parola deve corrispondere a qualcosa che ha fatto.