Preparare un colloquio di lavoro: domande frequenti e metodo
Un colloquio non si prepara imparando risposte a memoria, ma scegliendo alcune storie vere del proprio percorso — e sapendole raccontare in un minuto.
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Che cosa vuole sapere il selezionatore
Sotto tutte le domande ce ne sono tre: sa fare il lavoro (competenze), vuole farlo qui (motivazione) e si inserirà bene (comportamento). Le sue risposte sono buone quando rispondono a una delle tre con un fatto anziché con un aggettivo.
Prima: tre preparazioni che contano
- Rilegga l'offerta e sottolinei i tre criteri più importanti. Sono gli argomenti su cui la interrogheranno.
- Rilegga il suo CV come lo leggerà il selezionatore. Ogni riga può dare luogo a una domanda: «Mi racconti questo progetto», «Come ha ottenuto questo risultato?». Se non riesce a parlarne per un minuto, va rielaborata o tolta.
- Si informi sull'azienda: attività, clienti, notizie recenti. Bastano due fatti precisi.
Le domande che tornano quasi sempre
«Mi parli di lei»
Non è un invito a raccontare la sua vita. Risponda in tre tempi: chi è professionalmente, un risultato concreto e perché questa posizione. Da trenta a quarantacinque secondi. È, a voce, l'equivalente del profilo del suo CV.
«Perché questa posizione, perché noi?»
Un legame preciso tra ciò che l'offerta descrive e ciò che vuole fare, poi un fatto sull'azienda. «Il vostro servizio di consegna a domicilio mi interessa perché ho gestito giri di questo tipo per tre anni» vale più di «la vostra azienda è dinamica».
«Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?»
Scelga due pregi che sa dimostrare. Per un difetto, nomini un vero punto di miglioramento, con ciò che già fa per lavorarci. Eviti i «difetti che sono pregi»: il selezionatore li riconosce.
«Racconti una difficoltà e come l'ha superata»
È la domanda in cui si vede se sa raccontare un fatto. Usi il metodo qui sotto.
«Perché ha lasciato la sua ultima posizione?»
Resti fattuale e rivolto al futuro: fine del contratto, voglia di crescere, cambio di carriera. Non critichi mai un ex datore di lavoro. Se il suo percorso presenta un buco, vedi come spiegarlo.
«Quali sono le sue aspettative economiche?»
Si informi sulle fasce del mestiere e della regione prima del colloquio. Dia una forbice anziché una cifra unica e aggiunga ciò che si può discutere (orari, formazione, lavoro da remoto).
Il metodo per rispondere con i fatti: STAR
Per ogni domanda che comincia con «mi racconti», prepari da cinque a sei storie vere del suo percorso, che racconta in un minuto:
- Situazione: il contesto, in una frase.
- Task o difficoltà: ciò che ci si aspettava da lei, o ciò che rendeva la cosa complicata.
- Azione: ciò che lei ha fatto (non «noi»).
- Risultato: ciò che è successo dopo, con un numero se ne ha uno affidabile.
Esempio illustrativo: riprenda il metodo con i suoi fatti, mai con numeri che non può giustificare.
Scelga le sue storie rileggendo il suo CV: ogni esperienza importante ne contiene una. Servono per quasi tutte le domande comportamentali.
Le domande da porre al selezionatore
Alla fine le chiederanno spesso «ha domande?». Rispondere «no» lascia l'impressione di mancanza di interesse. Ne prepari tre:
- «Com'è una giornata tipo in questa posizione?»
- «Come avere successo nei primi tre mesi?»
- «Quali sono le prossime fasi della selezione e in quali tempi?»
Dopo il colloquio
Invii un breve messaggio di ringraziamento entro ventiquattro ore: una frase su ciò che l'ha interessata, una sulla sua motivazione per il seguito. Annoti anche le domande che l'hanno messa in difficoltà, per prepararle meglio la volta successiva.
Per allenarsi: si faccia porre le domande ad alta voce da una persona vicina, oppure si registri. Ascoltare la propria risposta rivela subito le lungaggini e le formule vuote.
Per la lettera che spesso precede il colloquio, vedi la lettera di presentazione.
In base al tipo di colloquio
Colloquio telefonico o in videochiamata
Serve spesso da preselezione e dura da venti a trenta minuti. Prepari un luogo tranquillo, provi audio e videocamera il giorno prima e tenga sott'occhio l'offerta e il suo CV. Appoggi il telefono su un supporto invece di tenerlo in mano. In videochiamata, guardi la videocamera per le risposte importanti invece dello schermo.
Colloquio di gruppo o simulazione
Si osserva il suo modo di lavorare con gli altri tanto quanto le sue risposte. Parli senza interrompere, riformuli un'idea di un altro partecipante prima di dare la sua e rispetti il tempo se glielo affidano.
Colloquio con il futuro responsabile
Le domande diventano tecniche: metta in evidenza il dettaglio delle sue mansioni, gli strumenti che usa e una situazione in cui ha dovuto adattarsi. Individui nell'offerta gli strumenti e i metodi citati e prepari una frase di esperienza per ciascuno.
Le domande trabocchetto e come prepararsi
- «Dove si vede tra cinque anni?» Il selezionatore vuole sapere se la posizione corrisponde a un progetto. Risponda con una direzione (approfondire un mestiere, guidare un team), non con un titolo preciso.
- «Ha altre candidature in corso?» Dica la verità senza entrare nei dettagli: sì, nello stesso settore, ma questa posizione è la sua priorità, se è così.
- «Non ha l'esperienza richiesta.» Non si giustifichi: citi ciò che più vi si avvicina e ciò che ha imparato in fretta in passato.
- «Racconti un fallimento.» Ne scelga uno vero, di dimensioni ragionevoli, e finisca con ciò che fa diversamente da allora.
Fare una tabella delle sue storie
Disegni una tabella a due colonne. A sinistra, i tre criteri dell'offerta; a destra, la storia del suo percorso che li dimostra, con la sua frase di apertura. Quando una casella resta vuota, è il punto debole su cui lavorare prima del colloquio. Ogni storia può servire due volte, a condizione di variare l'angolazione.
Il giorno stesso: la lista semplice
- Il luogo, l'ora di arrivo e il nome della persona da chiedere, annotati il giorno prima.
- Due copie del CV e l'offerta stampata, in una cartellina.
- Un abbigliamento adatto al settore e un percorso previsto con quindici minuti di margine.
- Le sue tre domande, scritte su un taccuino: tirarlo fuori non è un difetto.
Allenarsi a partire dal proprio CV
In OpusCV, la funzione «domande di colloquio» legge il suo CV e propone sei domande con uno spunto di risposta per ciascuna. Vengono da ciò che il selezionatore leggerà. Gli spunti non sostituiscono le sue storie: se ne serva per trovare che cosa raccontare, poi lo dica con le sue parole.